OPUSCOLO: STUDENTI E POTERE

CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA
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(Quart.Sant’Anna dietro la piazza principale)
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STUDENTI E POTERE

PRESENTAZIONE
Raccogliamo in questo opuscolo due articoli - usciti sulla stampa di Partito tra maggio e novembre 2012 - dedicati, rispettivamente, il primo a
quello specifico aspetto del riassetto elitario della scuola e più in particolare dell’università italiana, concernente il progetto - proveniente da
lontano e giunto ad una svolta - di riforma del valore legale dei titoli di
studio, ed il secondo all’esame critico delle dinamiche che hanno caratterizzato la giornata del 14 novembre (data dello sciopero a scala europea indetto dalla Confederazione Europea Sindacale), che ha visto l’irruzione nelle piazze di giovani e giovanissimi come vera forza motrice
delle mobilitazioni.
Abbiamo spesso chiarito che il sapere, la conoscenza e la cultura non
vivono al di sopra delle classi ma ne costituiscono un prodotto specifico, un risultato della loro lotta e contrapposizione ed in ultima analisi
che la questione del sapere non è altro che la questione del potere. Ed
abbiamo via via indicato, nel corso del primo decennio degli anni 2000,
che i vari modelli di istruzione (da quello di centro sinistra - Berlinguer -
a quello di centro destra - Moratti - Gelmini), che si sono succeduti nel
tempo, hanno avuto un unico e comune obiettivo, ovverosia - in estrema sintesi - quello di affermare un sistema di valori imperniato sulla logica affaristica, paradigma assoluto, cui tutto deve sottostare, e che miravano e mirano a plasmare una forza lavoro schiavizzata (nella mente e nel corpo), disposta ad accettare qualsiasi lavoro semi-gratuito o
completamente gratuito e quindi prona a tutte le esigenze e nefandezze dell’oligarchia finanziaria. Del resto la ragione della necessità, per il
capitale, di procedere alla svalorizzazione dei titoli di studio - ed in particolare delle lauree – va vista nel quadro della svalorizzazione complessiva del lavoro in generale (e di quello intellettuale in particolare) e della trasformazione della c.d. formazione in un campo di investimenti speculativi, in sostanza in un business speculativo.
A primo acchito tra la riforma del valore legale dei titoli e le manifestazioni del 14 novembre scorso non esiste un legame diretto e causale.
Tuttavia la massiccia e determinata partecipazione di giovani e giovanissimi alla predetta giornata di sciopero - che nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere la classica passeggiata, tutt’al più di generica protesta contro le politiche di austerità -, è l’espressione visibile della rivolta sociale, del rifiuto della gioventù di accettare e fare propria la
logica schiavizzatrice della attuale correlazione lavoro-formazione.
L’opuscolo intende fornire un contributo alla comprensione del carattere di classe e parassitario della svalorizzazione dei titoli di studio e al
contempo riaffermare che c’è un futuro per la gioventù solo nel quadro
di una lotta totale al sistema di potere dell’oligarchia finanziaria.

Milano 12 dicembre 2012
La Commissione Giovanile di Rivoluzione Comunista

--Edizione a cura di-- RIVOLUZIONE COMUNISTA

SEDE CENTRALE: P.za Morselli 3 -20154 Milano

e-mail: rivoluzionec@libero.it

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